La bellezza e la cura dei luoghi come strumento di innovazione sociale e fattore decisivo per la progettazione delle politiche di welfare e di progettazione degli spazi per le persone. È stato questo il filo conduttore di “Scandalosamente bello”, il pomeriggio di formazione promosso martedì 1° aprile, al Teatro Cavallerizza dall’Amministrazione comunale, FCR-Farmacie comunali riunite e Fondazione Reggio Children. Una riflessione a più voci, indirizzata agli operatori dell’ambito sociale e tecnico del Comune e delle sue partecipate, del Terzo settore, dell’associazionismo e della partecipazione, con l’obiettivo di rinforzare ed orientare l’attenzione su un aspetto spesso trascurato del lavoro di cura e che invece è parte integrante del processo educativo. Presenti circa una trentina di lavoratori di Asp Reggio Emilia che operano nei vari servizi dell’azienda.
Perché il bello è scandaloso se accostato ai servizi sociali e ai servizi alle persone? E perché applicare la categoria della bellezza a luoghi spesso meramente funzionali? Quale cultura del fare sociale serve per accogliere e utilizzare la bellezza come motore educante? A queste domande hanno cercato di rispondere i diversi approfondimenti che si sono alternati nel corso dell’incontro, aperto dagli interventi del sindaco Marco Massari, degli assessori alla Cura delle persone Annalisa Rabitti e alla Cura della città Davide Prandi, e dell’assessora regionale a Welfare, Terzo settore, Politiche per l’infanzia e scuola Isabella Conti.
Ad aprire gli interventi è stata Germana Corradini, dirigente area della comunità e della città sostenibile del Comune di Reggio Emilia con l’intervento “Fragile è bello”, seguita dal sociologo e saggista, open innovation manager del Consorzio nazionale CGM Flaviano Zandonai con un approfondimento sul tema “Nuove istituzioni per nuovi canoni di bellezza, sulla bellezza come bene comune e inclusività, capace di generare impatto sociale. Laura Credidio, architetta, progettista di strategie di marketing e comunicazione consapevole, organizzatrice di TEDxReggioEmilia, ha invece declinato la bellezza come necessità della comunicazione sociale, per ripensare quest’ultima come elemento tutt’altro che accessorio, capace di far sentire riconosciute le persone, di rendere visibile il valore di chi ogni giorno si prende cura delle persone.
Daniele Moschetti e Salvatore Illiano della cooperativa La Paranza hanno poi portato la loro esperienza al Rione Sanità di Napoli, con la creazione di un nuovo modello di valorizzazione del patrimonio storico-artistico che ha innescato un modello di imprenditorialità sociale e un cambiamento culturale e lavorativo per i giovani del quartiere. Valentina Conte, architetta, esperta di spazi di apprendimento, Fondazione Reggio Children, ha infine parlato di “Spazi che educano: bellezza e cura nel dialogo tra pedagogia e architettura”, presentando l’approccio e il percorso del percorso di co-progettazione che prevede una fase di ascolto-dialogo-confronto in linea con il pensiero di Loris Malaguzzi e la concezione dello spazio come “terzo educatore”, in cui si esprimono le potenzialità dei bambini e delle persone e che favorisce le relazioni di apprendimento e di crescita.
A chiudere la giornata “l’altrista” (come lui stesso ama definirsi) Alessandro Bergonzoni, con il monologo “Capolavorare (nobilita tutto)”.